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Stambecchi pasquali

2022-04-22 12:22

Massimo Strumia

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Stambecchi pasquali

Lo stambecco alpino, simbolo del vicino Parco Nazionale del Gran Paradiso, vive nelle praterie d'alta quota e sulle pareti rocciose. E' un animale forte

Lo stambecco alpino, simbolo del vicino Parco Nazionale del Gran Paradiso, vive nelle praterie d'alta quota e sulle pareti rocciose. E' un animale forte e possente, capace con pochi balzi di coprire distanze considerevoli e di arrampicarsi su pareti estremamente scoscese. Famosa, da questo punto di vista, una foto di Stanislao Basileo premiata qualche anno fa nella categoria "Urban Wildlife" del "Wildlife photographer of the year", il più importante concorso di fotografia naturalistica del mondo. L'immagine ritrae mirabilmente uno stambecco mentre si arrampica sulla ripida superficie della diga del lago di Serrù per leccare il sale. Un'incredibile prova di agilità!

Lo stambecco è anche tristemente famoso per aver rischiato l'estinzione totale verso la fine dell'800. Rimaneva solo un piccolo gruppo di meno di 100 esemplari ma, grazie a programmi di conservazione e reintroduzione, la popolazione di questi ungulati ha avuto una grande ripresa. Oggi gli stambecchi sono fortunamente diffusi lungo tutto l'arco alpino.

Sono presenti anche in Val Grande di Lanzo e questo mi ha spinto a cercare di fotografarli nel giorno di Pasqua, anche per bruciare un po' di calorie in vista dell'abbondante banchetto pasquale!

Meta della mia sessione fotografica il vallone di Sea, che io considero un po' il Serengeti della Val Grande di Lanzo per il suo aspetto selvaggio e la buona presenza di animali selvatici. 

Arrivato al primo pianoro scorgo due giovani maschi piuttosto diffidenti, avvicinandomi con molta circospezione riesco ad effettuare qualche scatto senza disturbarli. Decido di proseguire oltre per vedere se riesco ad avvistare qualche imponente maschio adulto.

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Sono fortunato. Giunto al pianoro successivo, incontro un paio di grossi maschi che stanno pascolando vicino alle enormi pareti di roccia che fanno la felicità di tanti piemontesi appassionati di arrampicata sportiva. Uno di essi si avvicina addirittura alla mia posizione, attirato da alcuni cespugli di pino mugo. Inizio a scattare mentre lo stambecco si alimenta strappando ciuffi di vegetazione; ad un certo punto mi avvicino di qualche passo per cambiare inquadratura. Il re delle cime smette di brucare, mi fissa attentamente ed emette un paio di fischi intimidatori. Messaggio ricevuto! Ho oltrepassato quella barriera invisibile oltre alla quale si può arrecare disturbo agli animali selvatici.

Soddisfatto per il fantastico incontro, giro i tacchi e inizio la discesa per Forno Alpi Graie. Mi aspetta il pranzo di Pasqua e non sarebbe carino fare aspettare i miei commensali!

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Come fotografare gli stambecchi in Val Grande? Diciamo subito che questi ungulati sono relativamente facili da fotografare perchè abbastanza confidenti verso gli esseri umani e per la lora attività prevalentemente diurna, che non obbliga a levataccie assurde il fotografo.

In Val Grande sono ubicati presso la testata della valle, sia nel Vallone di Sea che in quello della Gura. Nel periodo primaverile i maschi adulti e subadulti scendono molto di quota (le femmine e i piccoli generalmente restano ad altitudini superiori) e si possono avvistare negli immediati paraggi di Forno Alpi Graie. L'anno scorso, per esempio, un branco di una ventina di maschi, con alcuni esemplari davvero imponenti, pascolava vicino al ponte che fa da ingresso alla scalinata che conduce al Santuario di Nostra Signora di Loreto.

D'estate gli stambecchi stazionano a quote molto più elevate e non è raro incontrarli nei pressi del rifugio Daviso e del bivacco Soardi.

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