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Neve e caprioli

2021-04-19 23:00

Massimo Strumia

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Neve e caprioli

Un filosofo italiano scrive: "Ho visto un capriolo nel bosco e la sua dolcezza mi ha riconciliato con il mondo.“

Anacleto Verrecchia, un filosofo e giornalista italiano, scriveva: "Ho visto un capriolo nel bosco e la sua dolcezza mi ha riconciliato con il mondo.“

Come dargli torto? Mi piacciono i caprioli, li trovo eleganti nelle loro agili movenze, quasi come se la forza di gravità per loro avesse una intensità minore che per la maggior parte degli altri animali. Inoltre non posso che essere d'accordo con lo sconosciuto (almeno al sottoscritto) filosofo sulla dolcezza del loro sguardo.

Nel week-end appena trascorso, ho approfittato della nevicata primaverile di Venerdì scorso per scattare alcune foto ai caprioli immersi in un contesto imbiancato... direi quasi ovattato!

Come fare per fotografare questi splendidi ungulati? Provo a darvi quella che è la mia personalissima ricetta, senza avere la benchè minima presunzione di pensare che sia l'unico sistema o quello migliore.

 

Dove fotografarli?

I caprioli sono fortunatamente molto numerosi in Val Grande per cui non c'è che l'imbarazzo della scelta. Personalmente li ho fotografati la maggior parte delle volte lungo la strada asfaltata che da Chialamberto conduce a Vonzo.

Quando fotografarli?

Si possono fotografare durante tutto l'arco dell'anno ma la stagione più favorevole è senz'altro la primavera. In questo periodo i caprioli, reduci dal difficile inverno, approfittano dello scioglimento della neve e della crescita del manto erboso per alimentarsi e recuperare le forze. Capita quindi che siano un po' meno timorosi e che possano essere fotografati più agevolmente. In estate le orde di turisti non facilitano l'avvistamento di questi timidi cervidi mentre l'autunno, grazie ai suoi bellissimi colori, garantisce foto con un'ambientazione insuperabile. Inoltre diversamente dalla primavera, quando i caprioli perdono parte del pelo in vista dei mesi caldi, in autunno la loro pelliccia è all'apice della sua bellezza. Il problema dell'autunno è che coincide con l'apertura della caccia, con tutti le ovvie conseguenze che ciò comporta.

Il quando non si riferisce solo alla stagione migliore per fotografarli ma anche al momento della giornata più idoneo per portare a casa qualche buono scatto. Da questo punto di vista senz'altro le prime ore dopo l'alba o quelle che precedono il tramonto! Nelle ore centrali della giornata le possibilità diminuiranno drasticamente.

Come fotografarli?

Ormai da qualche anno (e dopo averne fatti parecchi) ho capito che i lunghi appostamenti in capanno non fanno il caso mio. Senz'altro si tratta del sistema migliore per fotografare gli animali selvatici ma io preferisco di gran lunga, per indole e carattere, la caccia fotografica vagante. La maggior parte delle foto che ho scattato ai caprioli le ho scattate dall'interno dell'auto, quasi si trattasse di un safari nostrano.

I vantaggi nello scattare le foto dall'auto sono quelli di un approccio meno invasivo verso questi animali, che non devono essere assolutamente disturbati nella loro attività di alimentazione. I caprioli sono parzialmente abituati alle auto che percorrono le strade e in questo modo il disturbo arrecato loro è abbastanza ridotto.

Da un punto di vista tecnico sono utili macchine fotografiche dotate di una buona messa a fuoco e di una raffica abbastanza veloce e prolungata. Dato che si scatta spesso in condizioni di luce difficile, anche una buona tenuta agli alti ISO torna senz'altro utile. Meglio quindi fotocamere con sensore fullframe piuttosto che dotate di sensori più piccoli come apsc o micro quattro terzi. Un cenno anche alle ottiche da utilizzare: assolutamente obbiettivi tele, meglio se a partire da 300mm a salire.

 

Spero che queste piccole nozioni possano esservi d'aiuto qualora decidiate di fotografare (o anche semplicemente osservare) i caprioli in Val Grande. Alla prossima!

 

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