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Mia Valgranda

Gias del Colombin

2021-05-10 22:10

Massimo Strumia

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Gias del Colombin

Ci sono delle settimane particolarmente pesanti che sembrano non terminare mai. In queste occasioni il fine settimana arriva particolarmente gradito

Ci sono delle settimane particolarmente pesanti che sembrano non terminare mai. In queste occasioni il fine settimana arriva particolarmente gradito, opportunità per staccare un po' la spina e mettere da parte lo stress quotidiano.

Per me lo scorso week-end è iniziato Sabato sera, quando ho deciso di andare a fare un giro nei dintorni di Forno Alpi Graie (l'ultimo centro abitato risalendo la Val Grande) per vedere se riuscivo a fotografare qualche ungulato. Ad accompagnarmi Andrea, detto "occhio di lince", con il quale avete fatto conoscenza in uno dei miei precedenti post.

Arriviamo al ponte di legno che si trova ai piedi della lunga scalinata che conduce al santuario. A parte i soliti, ma sempre graditi, caprioli non sembra esserci un gran movimento ma all'improvviso sentiamo il rumore di un ramo spezzato. Alziamo lo sguardo e vediamo un branco di una ventina di stambecchi che discende il pendio, tra essi ci sono esemplari di stazza notevole e dotati di corna imponenti.

Questo è il periodo dell'anno in cui gli stambecchi scendono di quota per approfittare dei teneri germogli e della verdissima erbetta primaverile. Quando scorgiamo anche una lepre alpina fuggire nel bosco, inizio a pensare che Andrea sia davvero una sorta di portafortuna!

Il giorno dopo mi alzo presto perchè ho pianificato un trekking al Gias del Colombin, a 1.666 metri di altitudine. Si tratta di una passeggiata molto leggera (da Forno alla mia destinazione sono circa 450 metri di dislivello) ma interessante ed ideale per riprendere gradualmente il ritmo dopo un inverno abbastanza sedentario.

Lungo il percorso non posso esimermi dal fotografare gli immancabili caprioli e dal fare una veloce sosta per fotografare le cascate del Rio Colombin. Poco al di sopra delle cascate termina il bosco ed inizia la tipica prateria alpina. Dopo qualche tornante arrivo alle baite, mi tolgo lo zaino e do un'occhiata al panorama. A parte un lontano stambecco non c'è anima viva... un senso di pace e di serenità mi avvolge. Sensazioni che solo la montagna sa regalare.

E' tempo di ritornare al tran tran quotidiano, ci voleva proprio questa boccata di ossigeno!                

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